Il problema che conosciamo bene
Chi organizza tornei di scacchi in Italia lo sa: trovare un software decente per gli abbinamenti è un'impresa. Vega funziona, certo, ma è fermo agli anni Duemila come interfaccia. SwissManager costa e non gira su Mac. JavaPairing non lo aggiorna più nessuno da un pezzo.
E poi c'è la questione delle regole FIDE 2026, entrate in vigore il primo febbraio. Il sistema olandese è cambiato parecchio — gestione dei colori più rigida, protezione dai "floater" ripetuti, criteri nuovi per le differenze di punteggio. Se il tuo software non è aggiornato, rischi abbinamenti non conformi. Un problema serio, soprattutto per i tornei validi per il rating.
Me ne sono accorto sulla mia pelle organizzando i tornei del circolo. Serviva qualcosa di diverso.
Cosa ho trovato (e perché lo consiglio)
Dopo aver provato un po' di tutto, mi sono fermato su ChessPairings.org. Lo uso da qualche mese e devo dire che mi ha semplificato la vita parecchio. Funziona dal browser — niente da scaricare, niente da installare. Apri, crei il torneo, e parti.
La cosa che mi ha convinto subito è che gli abbinamenti escono corretti. Sembra banale dirlo, ma dopo anni passati a controllare a mano le uscite di altri programmi, avere un motore che rispetta davvero le regole FIDE fa tutta la differenza. Usa un engine chiamato py4swiss che implementa già le regole del 2026.
Supporta il sistema svizzero olandese (nelle varianti Dutch, Dubov, Burstein, Lim e USCF) e il girone all'italiana, sia singolo che doppio. Per la stragrande maggioranza dei tornei che si fanno in Italia, basta e avanza.
Come funziona il sistema svizzero, in parole semplici
Se sei nuovo nel mondo dell'arbitraggio, due parole sul sistema svizzero non guastano. L'idea di base è semplice: ad ogni turno si accoppiano giocatori con lo stesso punteggio. Chi ha 3 punti gioca contro un altro che ne ha 3, e così via.
Il bello è che con 7 turni riesci a gestire anche 100 giocatori, cosa impossibile con un girone all'italiana (dove servirebbero 99 turni). Per questo lo svizzero è il formato più usato nei tornei open.
Ma attenzione: "semplice" non vuol dire "banale". Le regole per decidere chi gioca con chi sono parecchio articolate. Bisogna bilanciare i colori — non puoi dare il bianco tre volte di fila a qualcuno. Bisogna evitare che gli stessi giocatori si ritrovino sempre a giocare "fuori fascia". E bisogna garantire che nessuna coppia si ripeta. Tutte cose che un software fatto bene gestisce in automatico.
Le novità delle regole FIDE 2026
Dal primo febbraio 2026 la FIDE ha introdotto una revisione significativa del sistema di abbinamento olandese. Non è un ritocco cosmetico — alcune cose cambiano nella sostanza.
Le regole C8 e C9 sulla distribuzione dei colori sono diventate più stringenti. Se un giocatore ha una differenza colore superiore a ±2, o se ha avuto lo stesso colore per tre partite consecutive, il sistema deve intervenire con priorità. Prima c'era più margine di tolleranza.
Le regole C14-C17 sulla protezione dei floater sono quelle che hanno cambiato di più la meccanica degli abbinamenti. Impediscono che uno stesso giocatore venga accoppiato "verso l'alto" o "verso il basso" in turni consecutivi, cosa che prima capitava più spesso di quanto si vorrebbe.
Poi ci sono i criteri C18 e C19 sulle differenze di punteggio e la gestione specifica dei giocatori in testa alla classifica. Roba tecnica, ma che incide concretamente sulla qualità degli abbinamenti nei turni finali — quelli che contano di più.
Il punto è: se il tuo software non implementa queste regole, gli abbinamenti che produce non sono validi per i tornei FIDE rated. E aggiornare non è sempre immediato, perché queste modifiche toccano il cuore dell'algoritmo.
Spareggi e classifiche
Un altro aspetto che spesso si sottovaluta è il calcolo degli spareggi. Nei tornei svizzeri capita di continuo che due o più giocatori finiscano a pari punti. E lì come li metti in classifica?
I sistemi di spareggio sono tanti — Buchholz, Sonneborn-Berger, ARO, scontro diretto, progressivo — e ognuno ha le sue sfumature. Il Buchholz per esempio somma i punti degli avversari: l'idea è che chi ha affrontato avversari più forti merita di stare più in alto. Il Buchholz "tagliato" esclude l'avversario più debole dal calcolo, per correggere distorsioni dovute a ritiri o assenze.
Un buon software deve permetterti di configurare l'ordine degli spareggi come vuoi tu. Perché i regolamenti della FSI non sono identici a quelli della FIDE, e ogni torneo può avere esigenze diverse. Avere flessibilità su questo punto ti risparmia mal di testa al momento della premiazione.
Girone all'italiana: quando usarlo
Non tutti i tornei vanno giocati con il sistema svizzero. Per gruppi piccoli — campionato sociale del circolo, finali a otto giocatori, campionati a squadre — il girone all'italiana resta la scelta migliore. Tutti giocano contro tutti, nessuno può lamentarsi di non aver affrontato il primo in classifica.
Il difetto è ovvio: i numeri. Con 10 giocatori servono 9 turni. Con 14 ne servono 13. Per questo si usa solo quando il gruppo è contenuto.
Il girone doppio poi è una garanzia di equità — ogni coppia gioca due partite, una con il bianco e una con il nero. Meno margine per la fortuna, più spazio per chi è veramente più forte. Nei campionati seri è quasi d'obbligo.
Maratone blitz: il formato che sta spopolando nei circoli
C'è un formato di torneo che negli ultimi anni ha preso piede nei circoli italiani e non solo: la maratona di scacchi blitz. L'idea è semplice — metti 30 o 40 giocatori attorno a un tavolone lungo, ognuno con la sua postazione numerata, e si gioca un girone all'italiana completo. Dopo ogni partita ci si sposta di una posizione verso destra. Alla fine, tutti hanno giocato contro tutti. Quaranta partite a raffica, tre minuti più due secondi di incremento, e via.
Chi ha partecipato a una maratona sa che l'atmosfera è elettrica. Ma sa anche che gestire i risultati di centinaia di partite è un incubo logistico. Fogli di carta che girano, giocatori che dimenticano di segnare, errori di trascrizione. Un disastro annunciato.
Su ChessPairings.org abbiamo costruito un sistema pensato proprio per questo. Funziona così: l'organizzatore crea la maratona, inserisce i giocatori e il sistema genera in automatico tutti gli abbinamenti usando la Tabella di Berger con rotazione. Poi stampa i badge — un cartellino per ogni giocatore con nome, postazione e un QR code univoco.
Quando un giocatore finisce la partita, va alla postazione di inserimento risultati (basta uno smartphone qualsiasi), scansiona il suo QR code e tocca tre bottoni: vittoria, patta o sconfitta. Il sistema incrocia le dichiarazioni dei due avversari e conferma automaticamente il risultato. Se le versioni non coincidono, segnala la disputa all'arbitro.
La classifica si aggiorna in tempo reale. La puoi proiettare su un monitor in sala o condividere via link — i giocatori la seguono dal telefono tra una partita e l'altra. Ho visto gente controllare la classifica con una mano mentre muoveva i pezzi con l'altra (sconsigliato, ma rende l'idea dell'entusiasmo).
Il bello è che non serve hardware particolare. Uno o due smartphone con la fotocamera per leggere i QR, una connessione internet decente, e sei a posto. Niente fogli, niente matite, niente errori di trascrizione. L'arbitro può concentrarsi sul gioco invece che sulla burocrazia.